Distribuzione Vini Naturali

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Botega Cauzon al Pigneto

Roma, 28 maggio 2018

Santeria di mare – via Del Pigneto 209, dalle ore 19:00

Santeria in collaborazione con SO2 distribuzione di vini naturali in Roma, hanno l’onore di ospitare Ramon Saavedra di Bodega Cauzon, di Granada, troverete alla mescita solo i suoi vini e potrete scegliere di assaggiarli tutti al calice o prenderne una bottiglia …

Per la serata troverete nel menù del giorno anche taglieri di Patanegra e formaggi…
Per accompagnare gli splendidi rossi di Cauzon 😍

“ Almeno una volta nella vita andrebbe provato un vino di altura della Sierra Nevada; baciato dalla fortuna è colui il quale avrà il piacere di berne uno dell’ormai ex chef ed oggi viticultore Ramon Saavedra.
Le vigne si trovano a 1200 metri di altitudine alle spalle della Sierra Nevada, a meno di 200km dall’Africa, e a poco più di 50 km dal mare. Si tratta di un microclima unico al mondo, in cui freddo e calore aiutano le uve a maturare in modo equilibrato. La produzione è molto piccola, curata in ogni dettaglio ed il risultato sono dei vini unici, ricchi, eleganti e sorprendenti. “.

Prenotazioni per la cena : ‭06 89230 730‬

LA CHIMICA DEL VINO NATURALE. SO2 mette in rete le analisi! Come leggerle: ce lo spiega Danilo Marcucci

Esiste una chimica del vino naturale che disegna il profilo del vino in maniera chiara e definitiva.

Per chi il vino naturale lo produce,conoscerne la chimica, significa conoscere una buona parte di questo liquido misterioso.

Si possono poi mettere i dati chimico-fisici delle analisi in connessione con i propri sensi e riuscire  a comunicare col vino che si sta realizzando  nella speranza di custodirlo al meglio e fare così tesoro della diversità di ogni annata!

Per chi il vino naturale lo beve, poter accedere alle analisi e saperle interpretare diventa uno strumento utilissimo nella direzione del rispetto del valore culturale del vino inteso come espressione diretta – senza mediazioni enologiche – di una terra e nella direzione del rispetto  del proprio corpo e delle persone che ci stanno intorno che condividono con noi la magia e la salubrità di una bottiglia.

Soprattutto in questa fase storica di riscoperta del valore della naturalità, c’è l’esigenza dare strumenti di maggior chiarezza; in un panorama come quello che stiamo vivendo, spesso la questione bio diventa solo un mero specchietto per le allodole!

Comprare  un vino piuttosto che un’altro richiede uno sforzo di conoscenza; il momento della scelta diventa allora decisivo: supportare chi concepisce il vino come frutto irripetibile di rapporto pulito col proprio luogo, significa favorire un’etica del rispetto della terra, dell’uomo e creare nuove speranze concrete per il futuro.

Riuscire a leggere una analisi chimica aiuta una scelta consapevole che permette non semplicemente di saperne di più sul vino ma aiuta a dar coraggio a chi crede  nella onestà  produttiva come un valore primario.

Un vino naturale deve sempre esprimere una coraggiosa sintesi estetica tra frutto,terra e storia e se in questi tre fattori l’uomo viene insidiato da  tentazioni, scorciatoie e paure, il vino perde la sua integrità!

In questo senso le analisi possono aiutare molto il consumatore!

Le analisi eseguono in dei laboratori chimici certificati e di solito si commissionano a distanza di un paio di mesi dalla fine del processo fermentativo quando il vino ha acquisito la sua forma che sarà poi  molto vicina a quella definitiva della bottiglia.

Il produttore naturale é cosciente che  le analisi racconteranno tutto  il suo lavoro fatto in vigna, l’andamento climatico e la sua bravura in cantina e ed é altresì cosciente che quei dati saranno definitivi nel bene e nel male data la impossibilità di fare pesanti correzioni successive di carattere enologico.

Partiamo dalla  sostanza  più in menzionata in questi ultimi anni, La Solforosa.

In linea generale la solforosa é un potente antibatterico, antiossidante e protettivo del vino e ovviamente l’utilizzo massiccio di solforosa aggiunta distrugge ogni traccia di salubrità nel vino oltre ad avere effetti inquietanti sulla fisionomia espressiva del liquido stesso.

Il vino provvede da se alla creazione della solforosa naturale durante la fermentazione spontanea,quella trasformazione miracolosa in cui operano solo e soltanto i lieviti presenti sulle uve e quelli capitalizzati nel corso degli anni nella cantina.

Questa sostanza é presente nel vino in varie forme e soprattutto si lega a molte altre sostanze in maniera molto complessa ma semplificando possiamo dire che due sono i parametri che definiscono la presenza di solforosa: la solforosa libera cioè in forma gassosa e la solforosa combinata che é presente nella forma liquida; la somma delle due é la solforosa totale.

Quella libera é la principale responsabile della funzione protettiva e quella combinata ad altre sostanze del vino é pronta a dissociarsi per diventare libera.

In una fermentazione spontanea il dato della solforosa naturale  che si può ottenere  in media nella migliore delle ipotesi si aggira intorno ai 30/35mg/L di totale e 15/20 mg/l di libera. Ma nella pratica del vino naturale capita spesso di avere vini in cui si sta sotto i 10mg/L di totale e 3/4 mg/L di libera, in questi casi  – sotto ai 10 mg/l – la legge italiana consente di omettere la dicitura “contiene solfiti”; per contro i limiti massimi di legge consentiti sono di 150 mg/L per i rossi e 200 mg/L per i bianchi.

Il vino naturale deve la sua vita futura a travasi di illimpidimento. Travasare e togliere i sedimenti grossolani (fecce) significa esporre il vino alla azione dell’ossigeno, in questi casi la solforosa svolge il suo ruolo principe legandosi alle molecole di ossigeno e inibendo la sua azione ossidativa proteggendo il liquido. Ad ogni travaso si perdono circa 5mg/L di libera, quindi la solforosa totale diminuisce. In condizioni perfette (assenza di fenomeni di riduzione) sono  necessari almeno due travasi per rendere limpido un vino naturale, uno in autunno e di solito uno in inverno inoltrato. Quindi partendo dal dato massimo possibile della solforosa naturale post-fermentazione é facile per il consumatore valutare il dato delle analisi fatte in pre-imbottigliamento e fare i propri conti per capire se quella presente é realmente quella naturale cioè quella prodotta dalla fermentazione alcolica o é stata aggiunta .

Ora proviamo a spiegare il ruolo dell’Aciditá nel vino naturale.

L’uva come tutti i frutti possiede una sua acidità che ne caratterizza in primis il gusto.

Il vino naturale essendo il chiaro riflesso del frutto, esprime la  sua acidità che é legata  a fattori ambientali: latitudine, esposizione e conformazione geologica del vigneto, vitigno e epoca di vendemmia.

L’acidità é la vera spina dorsale dei vini specialmente dei bianchi.

Il valore dell’acidità si esprime attraverso due dati: acidità fissa e acidità volatile che sommati danno l’acidità totale.

I valori della acidità totale variano a seconda delle tipologie: sui bianchi e i rosati  possono arrivare a 7 g/l in quanto é la freschezza acida a caratterizzarli, sui rossi in genere si sta tra 5 e 6 g/l ma valori diversi da questi non sono assolutamente indice non naturalità, il vino nella sua natura imprevedibile riesce sempre a stupirci.

L’acidità fissa esprime il contenuto in mg/L dell’acido tartarico che é quello più presente nel vino mentre l’acidità volatile raffigura la componente dell’acido più controverso del vino: l’acido acetico.

Il valore di questo acido deve stare secondo la legge al di sotto di 1,08 g/l per I bianchi e 1,2 g/l per i rossi. Nei vini naturali, cioé quindi vini  privi di paracaduti  enologichi, questo dato a volte aumenta durante le  fasi fermentative per fenomeni legati al metabolismo dei lieviti e fenomeni generati da uve non perfette e soprattutto da una custodia poco vigile da parte del produttore della fermentazione alcolica.

La conseguenza  diretta di questo esubero é quella del cosiddetto “spunto acetico”; i vini naturali in genere hanno una presenza maggiore di questo acido che se inserito in un quadro di equilibrio espressivo delle varie componenti, esalta il profilo stesso del vino .

Ma se di contro questa componente volatile monopolizza l’intero quadro espressivo dei profumi e dei sapori, risulta davvero difficile giustificare una presunta bontà del vino in virtù del fatto che è naturale o ancor peggio che questo difetto possa essere spacciato per il tratto di una sedicente tipicità.

Un difetto é sempre un difetto che sia naturale o convenzionale e le analisi, valutate nella loro interezza, possono aiutare in questo caso il bevitore attento.

Nel dettaglio tecnico possono essere considerati valori medi intorno a 04,/0,6 mg /litro, questi dati danno una certa tranquillità al produttore, quando si arriva a sfiorare il valore 1 mg/L ci si pongono delle domande sua reale integrità del vino sotto il profilo batterico; comunque va sottolineato che queste sono solo indicazioni perché tutti i dati proposti devono essere sempre messi in relazione con l’assaggio,vale il principio “de gustibus” ma vale anche il principio che la volatile non deve mai intaccare il profilo del vino mortificando frutto e terra.. il vino é soprattutto piacevolezza!

C’è un’altro dato riferito alle analisi  che riguarda l’acidità ed é la presenza dell’acido malico che é un acido instabile che generalmente dopo la fermentazione alcolica si trasforma in un acido lattico rendendo il vino più morbido e stabile. Quando il dato del Malico é zero o sotto 1 gr/L si considera la malolattica svolta.

Il pH é un parametro che riassume la combinazione dei vari elementi e ci fornisce l’indicazione dello stato di salute del vino e non solo.

Il vino é un liquido a base acida e il pH varia tra valori che vanno tra 2.8 a 4.0.

Chimicamente esprime la concentrazione degli ioni di idrogeno legati alle molecole di acqua ma praticamente il pH rappresenta una chiave di lettura delle qualità organolettiche (reale percezione della freschezza) e del suo potenziale evolutivo.

ph alti superiori a 3,5 indicano un ambiente poco acido e quindi adatto alla proliferazione batterica che se aggiunta alla poca presenza di solforosa dei vini naturali può minarne l’integrità .

ph molto bassi invece indicano una acidità in esubero che a volte rendono il liquido freddo e inespressivo.

Comunque, come spesso succede sui vini naturali, ogni riflessione sui numeri può essere ribaltata dalla natura insondabile del vino stesso.

Sta di fatto che un  pH 3.0/3.1 per i bianchi e i rosati alimenta la naturale freschezza di queste tipologie e un pH 3,3 /3,6 per i rossi riesce ad esaltarne le doti di morbidezza.

L’Alcol arriva per ultimo perché é la sostanza più importante del vino, tutte le altre sostanze ruotano attorno a lui perché il vino trae la sua natura dall’alcol ma allo stesso tempo é anche la sostanza più pericolosa e subdola.

Si esprime con la percentuale in volume di alcol etilico che é quello più presente nel vino e varia in base agli elementi climatici/ambientali e epoca di vendemmia.

L’alcol ha una sua forma inscindibile in base al fatto che il vino sia naturale o no; quello che si può osservare é negli ultimi anni il clima che muta ha portato sempre più i produttori verso vini esuberanti sotto il profilo alcolico e questo se da una parte pone un limite chiaro al consumo, dall’altra parte questa esuberanza compromette spesso la definizione del dettaglio espressivo del liquido.

a cura di danilo Marcucci

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Vendemmia 2017

Cosa dovremo attenderci per il 2017? Che vendemmia è stata?

Rimanendo nell’ambito del nostro bel paese, tutto fa presagire si tratti di una buonissima annata. Con le tradizionali eccezioni dovute alla estrema eterogeneità del nostro territorio ed ai connessi microclimi, si può identificare la 2017 con un deciso calo dei volumi di raccolta rispetto alla 2016, associato, tuttavia, ad un alto profilo qualitativo delle uve.

I nostri tour in primavera e nei periodi pre-vendemia e di raccolta, ci confermano le impressioni di vigneti certamente segnati dalle gelate di fine Aprile e stressati dalla siccità infinita dell’estate. Questa mancanza d’acqua, però, ha determinato anche degli effetti positivi sotto il punto di vista agronomico. Vigne meno minacciate da fitopatie varie ed uve meravigliosamente sane.

Il forte calo della produzione si estende anche ai paesi a noi enoicamente e commercialmente ‘vicini’, in alcune zone spesso ancor più deciso di  quello che ha riguardato l’Italia. La Francia, soprattutto a causa delle criminali gelate di fine Aprile, ha registrato una delle annate più scarse. La produzione della Spagna è stata altresì all’insegna di un lieve calo.

(le foto si riferiscona alla vendemmia 2017 di Cantina Giardino)

Da nord a sud, insomma, le vendemmie hanno regalato bei grappoli e previsioni ottimistiche.

Alla luce delle aspettative dei vignaioli sparsi qua e là nella nostra penisola, ancorché scaramanticamente votate ad un congenito cauto ottimismo, ci attendiamo dunque una annata sugli scudi.

Attendiamo speranzosi…….. ed assetati.

Concludo con una testimonianza, diciamo in casa nostra, della bontà dell’annata 2017.

Una minuscola vigna al confine tra Campania e Molise; poco meno di 7000 metri di vite a tendoni di circa 50/60 anni. Si, il tendone. L’immagine di quella forma di allevamento storicamente legata al vino di famiglia, al vino di sostentamento, al vino dei contadini.

E qui il vino è familiare, è contadino e ‘sostiene’, non più l’esigenza vitale di sostituire il cibo che non c’è ma l’armoniosa necessità che si accompagni ad ogni momento della vita stessa. Il vino per mangiare, non più il vino da mangiare.

Malvasia, Trebbiano, Falanghina, Malvasia nera, Lambrusco, Aglianico e Barbera del Sannio affacciati sotto il monte Mutria, preludio del Matese. A 750 metri s.l.m. A due passi dalla neve. Vigna baciata dal sole e dalla luce, aria fresca anche d’estate, terreno marnoso calcareo. 5 minuti in macchina dal piccolo comune di Pietraroja, paese natio di mio padre e di Ciro, il ‘cucciolo di dinosauro’ rinvenuto anni fa e che ha portato alle cronache il delizioso villaggio, già noto nel Sannio per i formaggi di pecora, il prosciutto ed i Carrati, tipica ed artigianale pasta fresca a grano duro. Ah, ecco perché il vino è buono!!! Ci sono anche tanti resti fossili!!!

Raccolta molto sotto la media ma uva strepitosa. Grappoli con colori meravigliosi e maturazione perfetta. Rarissimo trovare qualche acino non in linea con la bellezza del contesto. L’assaggio delle uve ha dato ulteriore conferma alla bontà della panoramica visiva. Bucce spesse e tanto intenso succo.

Faremo perno sulla parentela ma, soprattutto, sull’amicizia ed affetto che ci lega a questa famiglia per avere almeno un po’ di questo succo d’uva e farlo assaggiare ai nostri amici. Quelli buoni, pero’!!!

di Americo Gizzi

 

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SO2 partecipa alla Fiera “Viva la Vite”: Pescara, 12-13 novembre 2017

Partecipiamo con entusiamo alla prima edizione di Viav la Vite portando una speciale selezione dei vini del nostro catalogo con qualche sopresa in anteprima.

Ecco il Manifesto dell’evento:

Viva la Vite – ARTIGIANI DEL VINO è la prima fiera-mercato d’Abruzzo, tra le prime regioni in Italia per produzione e consumo di vino, che offrirà la possibilità di percorrere un viaggio tra le eccellenze del territorio italiano ed europeo ed acquistare direttamente in fiera (al dettaglio) i prodotti degustati.

La fiera si promette di diventare punto di riferimento per gli operatori del settore e gli appassionati: si dedicherà con particolare attenzione alla valorizzazione delle aziende che operano con onestà e trasparenza, nel rispetto della natura e dei suoi cicli, esprimendo, ognuna a suo modo, i diversi terroirs, al fine di accrescerne il prestigio e di creare prospettive di sviluppo economico per le aree a particolare vocazione vinicola, la visita e la valorizzazione dei luoghi di produzione.

In particolare saranno selezionate le aziende che seguono direttamente tutte le fasi produttive, dalla coltivazione della vite all’imbottigliamento, che utilizzano solo uve proprie o acquistate nello stesso territorio. Si prediligeranno quelle aziende che non utilizzano prodotti chimici di sintesi, erbicidi, funghicidi, sistemici ed organismi manipolati geneticamente, che fanno un utilizzo consapevole dell’anidride solforosa SO2 e che non utilizzano elementi esogeni che possano distogliere la rappresentatività di un terroir.
Maggiori info: http://www.vivalavite.it/

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LAVORA CON NOI

SO2 Distribuzione ricerca agenti di vendita sul territorio nazionale: persone che conoscono i vini naturali e li sanno valorizzare. Gli interessati possono inviare il proprio Curriculum vitae all’indirizzo so2distribuzione@gmail.com.

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So2 | Distribuzione Vini Naturali a Naturale, il primo salone del vino artigianale in Abruzzo.

So2 | Distribuzione Vini Naturali ha partecipato a Naturale, il primo salone del vino artigianale in Abruzzo.
L’evento ha avuto luogo dall’13 al 15 maggio 2017 presso il convento di San Giovanni di Capestrano (AQ)

Vinnatur nella città – conosciamo i produttori di VinNatur 2016: 11 novembre 2016

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VinNatur 2016 per la prima volta a Roma: ex Cartiera Romana 12-14 novembre 2016

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SO2 parteciperà a berebenenaturale vi aspettiamo numerosi

berebenenaturale

So2 Distribuzione parteciperà a “Naturale”

navelliSo2 Distribuzione parteciperà come espositore a “Naturale” – sezione Selezioni: il primo salone del vino artigianale in Abruzzo, viaggio nel mondo del vino fatto di assaggi liberi, degustazioni guidate e seminari
rassegna di grandi vini, unici come le annate, i territori e i vignaioli che li producono.

Maggiori info: naturalenavelli.it/produttori