Distribuzione Vini Naturali

Primo Piano

Sconfinamenti

Era da qualche tempo che mettevamo il naso al di fuori del territorio nazionale sempre con un certo timore: quello di non avere la competenza necessaria per selezionare dei produttori bravi e che fossero in linea con la nostra filosofia. SO2 ha sempre cercato di proporre vini veramente naturali, facili da bere e con prezzi accessibili. I primi tre produttori a far parte del nostro catalogo colgono in pieno queste esigenze.

Essendo una prima volta è per noi motivo di orgoglio presentarli con una breve introduzione rimandando ad un approfondimento durante le prossime occasioni fieristiche nelle quali avremmo la possibilità di proporli in degustazione (Villa Favorita 2018, 14-16 aprile; Naturale, 12-14 maggio c.a.).

 

Alfredo Maestro

Alfredo Maestro è un cittadino, diventato contadino per scelta e non per obbligo. A guidarlo è la passione e l’amore, che infatti ritroviamo in ognuna delle sue bottiglie. La sua produzione è principalmente di rossi (Tempranillo e Garnacha), che possono essere bevuti sia giovani che invecchiati; poi c’è il LoveAmor, l’albillo (uva bianca) in purezza che stupisce anche i degustatori più esigenti.
Alfredo Maestro gestisce alcune vigne vicino Madrid, ma soprattutto in Castilla y Leon, a Penafel nella Ribera vicino Valladolid (la Bolgheri spagnola), terra che da sempre celebra i più premiati rossi spagnoli.
Lavorare vini naturali in questo lembo di terra è come essere in prima linea sul fronte di Caporetto, eppure Alfredo Maestro, maestro di nome e di fatto, da buon Caronte si impone il compito di traghettare eretici sommelier dai tantini vanigliati con glassa di trucioli verso la retta via del vino puro e nudo.
Una curiosità, se esistesse il premio per le migliori etichette di vino, Alfredo meriterebbe la medaglia d’oro indiscussa!

Ramon Saavedra

Bodega Cauzon di Ramon Saavedra

Almeno una volta nella vita andrebbe provato un vino di altura della Sierra Nevada; baciato dalla fortuna è colui il quale avrà il piacere di berne uno dell’ormai ex chef ed oggi viticultore Ramon Saavedra.

Le vigne si trovano a 1200 metri di altitudine alle spalle della Sierra Nevada, a meno di 200km dall’Africa, e a poco più di 50 km dal mare. Si tratta di un microclima unico al mondo, in cui freddo e calore aiutano le uve a maturare in modo equilibrato. La produzione è molto piccola, curata in ogni dettaglio ed il risultato sono dei vini unici, ricchi, eleganti e sorprendenti.

Il Bianco è ottenuto da uve Torrontes, Sauvignon blanc, Chardonay, Viognay; trattasi di un vestito di cashmire firmato Valentino.

Il Degarciano Rosado – da uve graciano – è setoso come l’abito talare dell’ Arcivescovo di Canterbury.

Il Cauzon Tinto è un tempranillo purissimo intenso e dritto, che per via dell’altitudine, ricorda lo stile della Borgogna. Un foulard di Missoni.

Il Duende Tinto – da uve sirah – divertente e fuori dal comune come un jeans di Marc Jacobs.

Il Pinot Noir in purezza, è l’emblema di come dovrebbe essere un Pinot Nero, unisce stile e brio come una cravatta di Pierre Cardin.

Andrej Kristancic

Nando è sicuramente una delle realtà più interessanti del Collio: i suoi vigneti si trovano sul confine, per metà nel collio sloveno e per metà nel collio italiano.

I vini di Andrej Kristancic racchiudono pienamente l’essenza rocciosa del Collio (“ponka” in sloveno e “marna” in italiano), le preziose escurzioni termiche e la sapiente tecnica sloveno-friulana di macerazione delle uve.

Le uve coltivate in questi meravigliosi e pendenti 5.5 ettori sono:

Rebula, Tokaj, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Cabernet Sauvignon e Merlot, tutti rigorosamente da provare e degustare (nessuno escluso!).

Il vino sfuso

Il vino sfuso ci somiglia. Sono passati tanti anni da quando per me il vino era solo lo sfuso, in damigiane da 54 litri: da travasare in dame di vetro da 5 litri oppure in bottiglie da un litro (quelle dell’acqua con il tappo a corona) “Sangiovese di Romagna, rosso sangue”. Venne poi il tempo delle dame in plastica, pratiche, leggere ma meno belle. Le ricordo in uso in Salento a contenere rosati salati da oltre 14 ° “vino schietto”. Ultimi in ordine di tempo i vini in Bag in Box (BIB), ancora più pratici ed efficaci per la conservazione. Il BIB tutto bianco del Grechetto di Marco Merli, quello a sacchetti del Montepulciano di Rabasco e quello tutto tondo della Bonarda di Alziati.

Il vino sfuso ci somiglia più di quello che sta nelle bottiglie con le forme strane e che pesano troppo, esagerate rispetto alla qualità  del contenuto e sinonimo di produzioni industriali.

Il vino sfuso è una storia vera di questa Italia malandata, è tradizione contadina e consuetudine popolare. Necessità di risparmio e virtù del fatto artigianale.

Tutto quanto detto è a nostro modo di vedere tanto coerente con il mondo dei vini naturali e ci piace. Questo è il motivo per il quale SO2 sin dalla sua nascita ricerca e continua a proporre vini sfusi: in dame di vetro, plastica ed in Bag in Box.

Il problema sta nel fatto che lo sfuso buono, fatto in modo artigianale e senza chimica aggiunta è quasi un miraggio.

Tra le Aziende che collaborano con SO2 la sola Valli Unite produce con continuità e quantità vino sfuso in Bag in Box. Altre Aziende lo fanno in modo occasionale e quando le annate lo consentono. SO2 in questi anni ha letteralmente stressato i produttori per convincerli a destinare una parte della produzione al vino sfuso. Oggi abbiamo, seppur in modo discontinuo, una certa scelta di vini sfusi (nella maggior parte dei casi gli stessi che vanno in bottiglia) che riserviamo soltanto ai clienti migliori che poi, in buona sostanza, sono anche i posti che ci piacciono di più come spirito perché hanno ancora il vino sfuso alla mescita: quello buono.

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